La blockchain a beneficio degli utenti durante la pandemia COVID-19

La pandemia COVID-19 ha già dimostrato che la blockchain è in grado di soddisfare le pressanti esigenze globali e di fornire una risposta accelerata nella lotta contro il virus.

Fino ad oggi, le soluzioni basate sulla blockchain non sono state ampiamente adottate in nessuno dei settori elencati e, attualmente, sono solo agli inizi della fase sperimentale di implementazione, passando dai layout teorici ai test di funzionalità.

Tuttavia, ci sono tecnologie innovative che hanno trovato applicazione pratica in campi completamente diversi e che sono andate a beneficio di un gran numero di persone durante la pandemia COVID-19. 

La blockchain ha contribuito non solo ad innalzare il tenore di vita di migliaia di persone e a salvare le loro vite ad un livello tecnologicamente nuovo, ma ha anche permesso loro di guadagnare qualcosa stando a casa.

La blockchain nella sanità

Durante l’attuale pandemia sono stati introdotti e testati molti sistemi e applicazioni di tracciamento per semplificare e trasferire in modo sicuro i dati sanitari degli utenti in tempo reale.

Adattandosi a condizioni in rapido cambiamento e cercando di fermare la diffusione del virus COVID-19 in tutto il mondo, molti governi stanno iniziando ad implementare strumenti che permettono di tracciare gli utenti per controllare la posizione e le condizioni attuali delle persone infette. 

Un sistema di questo tipo richiede la raccolta di informazioni riservate per comprendere il tragitto dell’utente durante l’ultimo periodo di tempo durante il quale l’infezione è stata possibile, pertanto i governi dedicano grande attenzione a garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati ricevuti. 

Per questo motivo si sono rivolti alla tecnologia blockchain che fornisce determinate garanzie, decentralizzando l’archiviazione di queste informazioni e conservandole solo per l’utente. 

Tra le soluzioni attualmente esistenti, c’è l’applicazione Coalition rilasciata dalla startup IoT decentralizzata Nodle che permette ai propri utenti di segnalare in modo indipendente la propria infezione, mentre gli altri utenti ricevono automaticamente la notifica delle possibili interazioni con la persona infetta e vengono offerte cure mediche. 

La soluzione utilizza la tecnologia Bluetooth e la crittografia per tracciare l’attività degli utenti e generare identificatori anonimi casuali per proteggere la loro identità, mentre tutti i dati sono memorizzati localmente sui telefoni degli utenti.

Un’altra azienda, la tedesca MYNXG, ha creato una soluzione di tracciamento basata su una blockchain che garantisce la privacy degli utenti. 

Un altro esempio è l’applicazione per il test del DNA e del coronavirus basata su Telos, attualmente in fase di sviluppo da parte di Genobank, un ecosistema decentralizzato per l’archiviazione di dati biomedici. 

Permetterà alle persone di ricevere i risultati dei test in forma anonima e di inviarli alle organizzazioni competenti. Un’altra soluzione è stata introdotta nei Paesi Bassi dalla società Tymlez DLT che ha proposto di utilizzare la blockchain per migliorare la catena di fornitura dei prodotti medici al fine di evitare un aumento dei prezzi.

Rimanere a casa e farsi pagare per l’interazione social

A casa, durante l’autoisolamento, le persone cominciano a fare attività differenti, cercando di garantire l’interazione sociale con il mondo che le circonda. Alcuni cercano persino di guadagnarci, dato che circa l’81% degli utenti (su 3,3 miliardi di persone) rimane a casa senza lavoro durante la pandemia a causa dell’impossibilità di eseguirlo a distanza. 

Per aiutare chi è rimasto senza lavoro o accesso ai servizi bancari è stata creata ONFO, una stablecoin basata sul protocollo Stable Consensus che si affida completamente ai social network delle persone per sviluppare il sistema nel suo complesso. 

Invece di utilizzare il tipico concetto di “Proof of Work”, gli sviluppatori hanno creato l’idea di “Proof of Effort” quando qualcuno guadagna monete “dimostrando” che è una persona reale. Ogni volta che una persona reale invia informazioni ad un altro utente (il cosiddetto “social mining“), viene inviata una conferma al sistema e vengono emesse delle monete. 

Secondo J.R. Forsyth, fondatore di ONFO e medico, il valore principale del progetto è quello di aiutare le persone senza conti bancari in tutto il mondo a far parte dell’economia moderna:

“ONFO ha la capacità di cambiare le vite in meglio e di offrire un migliore percorso finanziario alle persone oppresse in tutto il mondo. In definitiva, sistemi come questo diventeranno la valuta preferita della nostra sempre più interconnessa società globale”.

Il più recente studio del progetto ha dimostrato che il social mining funziona in modo particolarmente efficiente nei paesi in via di sviluppo, il che non sorprende, poiché è lì che le persone hanno accesso a Internet e ma non ai servizi bancari e, in generale, agli strumenti finanziari. 

Circa l’80% della popolazione dell’Indonesia, leader nell’esperimento del social mining, non ha accesso alle banche. Dato il reddito medio annuo di questi Paesi, circa dieci volte inferiore a quello dei Paesi sviluppati, è logico che nei Paesi in via di sviluppo gli indicatori del mining sociale siano stati 4 volte superiori a quelli dei Paesi occidentali.

Verso un futuro più roseo con la blockchain

Le tecnologie blockchain offrono un grande potenziale in molte aree affette da COVID-19, soprattutto nel campo della sanità e dei social network. Tuttavia, a causa di un’interruzione degli investimenti e della priorità di spese urgenti, la blockchain potrebbe essere costretta a rallentare temporaneamente.

In un modo o nell’altro, grazie alla pandemia, l’umanità ha potuto vedere chiaramente tutti i vantaggi della tecnologia blockchain: riservatezza, affidabilità, e trasparenza. Il che significa che è probabile che gli investimenti nella blockchain riprendano non appena la pandemia si indebolirà. 

Tuttavia, il processo stesso di finanziamento potrebbe cambiare, con i player più grandi che collaborano con molte piccole aziende blockchain innovative, in quanto ormai la realtà dimostra il successo di tale cooperazione: non solo le aziende, ma anche gli utenti finali ne stanno traendo profitto, e questa è la ricetta per ogni successo.

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Questo articolo è proveniente dalla Redazione di The Cryptonomist Magazine Digitale diretto da Amelia Tommasicchio: una delle testate specializzate tra le più seguite nel mondo delle Cryptovalute e della DeFi

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