La blockchain e il cinema

In questo articolo andiamo ad esplorare alcune opportunità portate alla luce dall’utilizzo pratico della blockchain nel cinema. 

La tecnologia blockchain è ormai da tempo al centro del dibattito di molti esperti su come cambierà anche i settori tradizionali più restii al cambiamento, rispetto ad altri invece più tecnologici e sicuramente più sensibili all’innovazione. 

Di fatto il mondo cinematografico ruota attorno a meccanismi ormai troppo lenti e farraginosi e potrebbe essere uno dei settori a trarre più beneficio da questa tecnologia. Il mondo del cinema è soprattutto uno dei sistemi più centralizzati che esistono, oltre ad essere ermetico e complicato. Quindi una decentralizzazione dei sistemi che lo compongono, tipo quello finanziario, casting e distribuzione può dare nuova linfa vitale a tutto l’ecosistema. 

Tokenizzare il cinema

Questo processo coinvolge sia la sfera finanziaria che la tutela della proprietà intellettuale, in entrambi i casi velocizzando e rendendo più efficace, trasparente e democratico l’accesso a questi servizi. 

Per il fundraising la blockchain da la possibilità di poter raccogliere capitali in maniera più semplice e controllata. Grazie ad uno smart contract, si possono emettere token fungibili per una data opera da realizzare e si può stabilire il budget da raggiungere. Ad esempio: il film ha un budget di 800 mila euro quindi saranno emessi dei token con un valore nominale minimo per il finanziatore. 

Ad esempio 800 token da 1000 euro l’uno, rappresentando la quota minima di investimento su questo film. Un concetto che si sposa molto bene anche con il crowdfunding, Il token non fungibile invece ne rappresenta le caratteristiche. 

Viene descritto il progetto, la sceneggiatura, schede personaggi, short bio del regista e le altre figure importanti sul set. Se vi sono eventualmente già dei precontratti con gli attori, e le distribuzioni, cosa importante per rendere più appetibile il film all’investitore, verranno inseriti nel token non fungibile. 

Una nuova asset class 

Anche nei momenti più difficili nella storia contemporanea, il cinema è stato uno dei settori a risentirne di meno, basti pensare che durante la seconda guerra mondiale uno dei titoli di Wall Street ad non aver avuto perdite è stato proprio quello della MGM, nota major di Hollywood. I film nel 2020, nell’era di completa trasformazione digitale che stiamo vivendo, sono da “vedere” come una nuova asset class. Un film può creare molti profitti, basti pensare a successi come Avengers o Avatar. 

Ma anche dei film più piccoli possono dare grandi soddisfazioni ai loro finanziatori. Attraverso la blockchain sarà possibile investire su film di grande calibro, oppure sostenere film di budget minore e indipendenti. Trasformare un’opera cinematografica in un’opportunità di investimento accessibile a tutti è solo uno degli aspetti vantaggiosi dell’innesto di questa tecnologia. 

La proprietà intellettuale 

Pensiamo per esempio a quando uno sceneggiatore deve registrare la propria opera per evitare che qualcuno possa rubarla o copiarla. Attraverso la tokenizzazione si registra anche l’autenticità dell’opera e l’autore potrebbe anche non rinunciare completamente ai diritti della sceneggiatura vendendone solo il 50% alla produzione che realizzerà il film e l’altro 50 tenendolo per sé, godendo delle royalties a vita. 

Questa cosa non accade e oggigiorno molto spesso sono le produzioni a godere di questo enorme beneficio acquistando la sceneggiatura spesso a prezzi irrisori, se si tratta di autori alla loro prima opera oppure poco quotati. Quindi spesso non viene fatta una vera perizia sul valore potenziale della sceneggiatura e attraverso la blockchain potrebbe anche instaurarsi un processo virtuoso di validazione del progetto. Se creata ad esempio una blockchain apposta per questo scopo, la validazione si dovrebbe basare su un punteggio dato dai voti della rete. 

Chiaramente questa blockchain dovrebbe essere una permissioned e sarebbe il caso che ne entrassero a far parte utenti che abbiano un know-how ed un’esperienza molto importante nel settore, oppure una fetta di pubblico molto preparato, attento ed esigente, disposto a leggere sinossi o addirittura tutta la sceneggiatura, disposto dunque a contribuire alla rete. In questo modo lo sceneggiatore sarebbe valutato in tempi più brevi rispetto al percorso che tipicamente affronta e avrebbe anche la possibilità di essere più tutelato, diverso rispetto a quando fa girare la sceneggiatura di mano in mano in cerca disperata di un produttore o finanziatore. 

I player del settore

Oggi ci sono diverse società della film industry che si stanno muovendo in tal senso, una delle più interessanti è la Media Capital Technologies, che proietta una Hollywood 2.0 dove grazie alla blockchain propone di tokenizzare film, principalmente delle major e renderli accessibili agli investitori di tutto il mondo. 

Alessandro Loprieno

 

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Questo articolo è proveniente dalla Redazione di The Cryptonomist Magazine Digitale diretto da Amelia Tommasicchio: una delle testate specializzate tra le più seguite nel mondo delle Cryptovalute e della DeFi

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